Il look da gentleman driver a Le Mans

Un certo tipo di uomo è sempre arrivato al Circuit de la Sarthe non da spettatore, ma da partecipante. Non è un professionista. È qualcosa di più interessante: una persona agiata che si trova anche a essere veloce, che viaggia con bagagli di qualità e ha opinioni precise sui carburatori, che sa che sotto il sole basso della Sarthe il giusto paio di occhiali da sole non è una vanità ma una necessità. È il gentleman driver, e il suo modo di vestire non è mai stato del tutto codificato: è proprio per questo che dura.

Le fondamenta: tessuti che reggono

Una gara di ventiquattro ore non è il luogo per nulla di prezioso. Il circuito esige resistenza, e il guardaroba del gentleman driver risponde a questa esigenza senza sacrificare la raffinatezza. Il lino ecru o color pietra chiaro è l'essenziale fuori pista: si sgualcisce con intenzione, respira nel caldo di giugno della valle della Sarthe e migliora di carattere a ogni ora d'uso. Sopra il lino, una giacca leggera in drill di cotone color cuoio o oliva slavato fa da frangivento e insieme da segno di distinzione. Nessuna lucentezza sintetica. Nessun marchio visibile, se non discreto.

Nel paddock e durante le ore in pit lane, un dolcevita di cotone aderente bianco sporco o blu navy scuro affronta gli sbalzi di temperatura che arrivano con l'alba. Alle tre del mattino la pista è più fredda di quanto sembri dalla tribuna.

La silhouette: linee pulite, nessuna teatralità

La silhouette del gentleman driver è morbida sulle spalle e precisa alla caviglia. Pantaloni a taglio dritto, in cotone di medio peso, con un piccolo risvolto. Il risvolto non è un vezzo: tiene l'orlo lontano da olio e ghiaia, e dimostra la consapevolezza che gli abiti sono fatti per viverci. Calzature con suola in cuoio quando l'occasione lo consente, in para quando la ghiaia del paddock richiede buon senso.

I colori restano in un registro ristretto: avorio, pietra, tabacco, oliva scuro, blu navy. Talvolta un bordeaux profondo, come se la carrozzeria dell'auto avesse lasciato un'impronta. Il rosso vero e proprio è troppo ovvio. Quel colore appartiene alla macchina, non all'uomo che la osserva dal muretto box.

Gli occhiali: la decisione più importante

A La Sarthe, a giugno, il sole basso del mattino arriva con un'angolazione che rende secondario tutto il resto. Un paio di occhiali da sole scelto male non è soltanto un errore estetico. È un errore pratico. Il gentleman driver ha bisogno di una lente di autentica qualità ottica, in una montatura che mantenga la forma tra caldo e umidità.

Ecco perché servono lenti Zeiss, con protezione 100% UVA e UVB. La collezione Le Mans di Berenford prende spunto direttamente dai circuiti degli anni Settanta: montature in acetato Mazzucchelli, tra cui il nero e la tartaruga, con un profilo né oversize né timido. Ogni modello è un'edizione limitata di 100 esemplari, mai riprodotta: difficilmente l'uomo accanto a lei sul muretto box porterà lo stesso paio.

The Icons di Berenford porta questa filosofia nella sua forma più essenziale: geometria pulita, acetato Mazzucchelli e cerniere OBE prodotte in Germania, per l'uso quotidiano che una montatura portata dall'alba al tramonto richiede. Per una lettura più calda, dall'accento Riviera, della stessa sensibilità da paddock, la collezione Riviera propone forme che ricordano la Côte d'Azur quanto la Sarthe. I due impulsi non sono in contraddizione. Alcuni gentleman driver sono, del tutto deliberatamente, entrambe le cose insieme.

A proposito dell'astuccio

Al circuito gli occhiali da sole dovrebbero stare sul viso, non in un astuccio. Un uomo che recupera i propri occhiali da un guscio rigido nel paddock è un uomo che ha scelto il paio sbagliato per la giornata. La montatura giusta arriva al mattino e resta. Non ha bisogno di cerimonie.

Le ventiquattro ore come filosofia

Il look da gentleman driver a Le Mans non è un costume d'epoca e non è nostalgia. È un insieme di valori, vestiti. Dice che si crede nella precisione più che nello spettacolo, in materiali scelti per la loro longevità più che per la loro novità, in un piacere serio che non ha bisogno di pubblico. Il circuito rende semplicemente leggibili questi valori.

Tutti gli ordini Berenford includono la spedizione gratuita, con dazi d'importazione e tasse inclusi. Nessun minimo, nessuna occasione richiesta.

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Domande e risposte

Che cosa indossare a Le Mans da spettatore o da ospite?

Il registro adatto è rilassato ma deliberato: lino o cotone in tonalità neutre, una giacca leggera per le ore dell'alba e calzature con una buona aderenza. Il circuito corre per ventiquattro ore, quindi vestirsi a strati e scegliere tessuti che migliorano con l'uso è più pratico di qualsiasi capo prezioso. Eviti i materiali sintetici e tutto ciò che sembri abbigliamento sportivo più che sport.

Quali occhiali da sole sono più adatti a una gara di durata?

La priorità assoluta è la qualità ottica. Il sole di giugno a La Sarthe è intenso e dura a lungo, per questo la lente conta più dell'etichetta. Dovrebbe offrire una protezione 100% UVA e UVB. Anche la costruzione della montatura conta: un paddock rovente, la pioggia improvvisa e le lunghe ore richiedono acetato di provenienza qualificata, lenti precise e cerniere che restino allineate. Le montature Berenford impiegano acetato Mazzucchelli, lenti Zeiss e cerniere OBE prodotte in Germania proprio per questa ragione.

Che cosa significa «Limited Edition of 100» su una montatura Berenford?

Ogni modello Berenford è un'edizione limitata di 100 esemplari. Una volta esaurita l'edizione, il modello non viene riprodotto.

Berenford offre la spedizione gratuita?

Sì. Ogni ordine Berenford include la spedizione gratuita in tutto il mondo, con dazi d'importazione e tasse inclusi, senza alcun minimo d'acquisto.

Il via si dà nel pomeriggio. Si vesta di conseguenza.